EVENTI 2024

12 Maggio 2024

Il 19 marzo 2024 si è costituita  formalmente l’Università Popolare “il pane e le rose”.
In realtà l’idea nasce in condivisione con Giancarlo Zambelli detto Zambo ambientalista, presidente e fondatore del Cineclub “Claudio Zambelli” di Boretto.

Molti di noi lo ricordano come un amico fraterno, un “combattente” per la pace, tenace sostenitore che la partecipazione attiva alla comunità fosse un dovere civico nonostante i tempi avversi.

Così a circa un anno dalla sua scomparsa abbiamo deciso di dar vita a questo progetto. un omaggio al suo desiderio ostinato che solidarietà e fratellanza, dovessero accompagnarsi ad una lotta per far rinascere il pensiero critico. Che in questa contemporaneità complessa dove tutto è con-fuso, cultura, scuola, istruzione, partecipazione alla vita sociale nelle sue varie forme siano l’antidoto all’ignoranza, al pensiero unico. all’indifferenza e in buona sostanza formino gli strumenti di una convivenza non violenta tra uomini e natura .

L'espressione "pane e rose" si riferisce ad un insieme di rivendicazioni operaie, in particolare quelle femminili, che chiedevano non solo salari equi (il pane), ma anche una vita dignitosa, con accesso a beni culturali, alla bellezza e al rispetto (le rose).
Origine:
Lo slogan nasce da una poesia di James Oppenheim, intitolata "Bread and Roses" che a sua volta trae ispirazione da un discorso di Rose Shneiderman.
Il "pane rappresenta i bisogni materiali, come il salario, mentre le "rose" simboleggiano i bisogni immateriali, come la dignità, la cultura, il tempo libero e la bellezza .
In questo contesto, il fiume può essere interpretato come come un simbolo di movimento, cambiamento e flusso della vita, in linea con il concetto di progresso sociale e lotta per i diritti. In sintesi, l'espressione "il pane e le rose" suggerisce, evoca sia la lotta per la difesa dei diritti che va oltre la mera sissistenza, e che si collega alla forza della natura e al flusso inarrestabile del cambiamento.

Chi eravamo
Lo stesso intento di quel fenomeno europeo che mosse i movimenti socialisti e i sindacati di fine ottocento e primi 900, quando inventarono le Universita Popolari per riscattare attraverso la conoscenza e il sapere le classi sociali più emarginate e povere: operai e contadini. Non solo istruzione ma formazione per rendere piu consapevoli donne e uomini dei loro diritti.
Alla base di quel movimento vi era l'idea di diffondere l'istruzione tra il popolo per mezzo di conferenze, dibattiti, distribuzione di opuscoli e libri.
In Italia fondamentale fu in tal senso l'apporto della rivista quindicinale L'Università Popolare, fondata da Luigi Molinari (1866-1918) a Mantova nel 1901 e poi trasferita a Milano; qui Molinari diresse fino al 1918, con pubblicazioni periodiche, l'Università Popolare Milanese.
Altrettanto fondamentale fu l'apporto fornito dal linguista e indologo Francesco Lorenzo Pullè (1850-1934), che organizzò a Milano nel 1906 il 1°Congresso internazionale delle Opere di educazione popolare, a cui partecipò un buon numero delle circa 70 università popolari allora operanti in Italia e nel1908 a Parigi al 2°Congresso internazionale e costituì, insieme alla consorelle europee, la Confederazione Internazionale delle Università Popolari, Le vecchie università popolari ripresero vita nel dopoguerra dopo la caduta del fascismo che le aveva chiuse o inglobate. In seguito sorsero e si svilupparono altre istituzioni culturali che assunsero denominazioni differenti, come ad esempio l'Unitre - Università della Terza Età.

ISTRUZIONI PER L’USO

ore 10.30 Apertura della giornata

i soci fondatori presentano le finalità dell’Università Popolare dalle ore 11 alle 12.30 Libertà d’espressione all’aria aperta

Per ribadire il concetto di libertà di opinione,ci siamo ispirati allo”Speakers' Corner “/angolo degli oratori ad Hyde Park a Londra. Nato nel 1855 durante una manifestazione di protesta, è diventato luogo tradizionale di discorsi pubblici e dibattiti, specialmente la domenica mattina:qualsiasi persona può presentarsi e parlare di qualsiasi argomento desideri. Ricordiamo i discorsi tenuti da K.Marx, G.Orwell ,W.Morris,le manifestazioni delle suffragette in favore del voto delle donne e in tempi più recenti quelle pacifiste. 

ore 12.30 Pranzo sociale autogestito 

momento di convivialità in cui ognuno è invitato a partecipare portando qualcosa da mangiare da condividere. Sia che siate abili in cucina o amanti della buona tavola, l'importante è stare insieme e rendere questo pranzo un momento speciale di festa e solidarietà. I soci fondatori contribuiranno con l’offerta pane,salumi,acqua e vino, formaggio,torta sbrisolona  

ore 14.00 Lavori in corso  progettualità anno 2024/25

Vorremmo in questa occasione raccogliere i contributi dei presenti in merito alle tematiche che andranno a creare un programma di iniziative, laboratori,incontri etc del prossimo anno ,distribuite nei vari comuni del nostro territorio 

ore 15.30 Esibizione musicale de I Fagiani

Frontman Gino Ruozzi, “..del quale una scuola di pensiero ritiene che lui avrebbe studiato una certa modalità canora, introducendo intenzionalmente delle stonature per raggiungere determinati effetti”. Repertorio fluido. 

ore 17.00 Liberi tutti  

Foto e video “ufficiali” a cura di Giancarlo Madella. Responsabili organizzazione pranzo Daniela Farina e Lidia Rachelli /Impianto Audio Max Somenzari

Dove siamo 

A Boretto, esattamente a 432 chilometri dalla sorgente sul Monviso, all’interno del museo di archeologia industriale. Dove si conservano una serie di oggetti, strumenti e macchinari utilizzati principalmente nella prima metà del secolo scorso dal Genio Civile per la manutenzione dei fondali e la regolamentazione della navigazione. Vero e proprio cantiere autarchico, in grado di produrre tutto quello che serviva per la manutenzione dei mezzi e delle segnalazioni, draghe, rimorchiatori e altre imbarcazioni di supporto. L’insieme del cantiere si estendeva per 25.000 metri quadrati e impiegava più di 200 addetti che avevano maturato competenza e professionalità grazie anche all’utilizzo di attrezzature all’avanguardia.  

Il museo è stato fondato nel 1997 a seguito di un primo allestimento di materiali della Sezione Autonoma del Genio Civile per il Po. Nasce poi ufficialmente nel 1999, dalla costituzione di un’Associazione di nove soci fondatori: la Provincia di Reggio Emilia, i Comuni di Boretto, Gualtieri e Guastalla, l’ARNI, le Bonifiche Bentivoglio-Enza e Parmigiana-Moglia, la Co.In.Po (associazione di imprese - PR) e l’impresa Bacchi Aladino. Dopo la grande piena del 2000, che ha arrecato alla struttura e agli oggetti contenuti grandi danni, il Museo è stato chiuso. Nel 2006 riapre al pubblico, nel 2009 prende l’attuale denominazione

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